Chi siamo?

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Una domenica pomeriggio, tornando verso Bologna per gli stradelli guelfi, godendo del paesaggio, pensammo: “come sarebbe bello fare queste strade con le nostre bici”. Ci siamo guardate negli occhi: in quell'istante è nata l’idea del bigatour. Siamo 6 donne del 2012: precarie, flessibili, senza soldi, artiste, ciapinare, più vicine ai 30 che ai 20, abitiamo a Bologna, ma non siamo tutte bolognesi, e ci siamo trovate un po’ per fortuna, un po’ per caso, un po’ in un b.u.c.o. Usiamo la bici quotidianamente come mezzo di spostamento, crediamo in una vita con spirito sostenibile, non abbiamo soldi per fare grandi viaggi, per comprarci le bici da corsa e per pagarci l’acquagym e la palestra che ti fanno il culetto sodo ogni mese. Così partiamo con grazielle e bici da città, con poche cose ma molto entusiasmo, nel mese più caldo sì, andando a trovare genitori e amici, all’avventura, cantando, per strade ciclabili e sostando in campi di contadini con frutta. 6 donne, 6 bici, 11 ruote (la ruota di Blatta-la graziella ci ha abbandonato a 2 km dalla fine..) 2 tende, 1 mappa rispettata, 1 carrellino miranda, 1rapporto amoreodio con i pantaloncini imbottiti = 28. La luna ci ha portato fortuna

venerdì 29 marzo 2013

Per Sempre.


Un bigatour è per sempre

Questa estate siamo partite da Bologna e siamo arrivate a Giulianova, con le nostre biciclette da città senza cambi, abbiamo pedalato per 350 km, con le colline a destra e il mare a sinistra, e abbiamo capito che un bigatour è per sempre.

E ieri sera, sedute tutte e sei attorno a un tavolino, iniziando a raccontare molteplici storie ed accavallando parole, abbiamo deciso che un bigatour solo non basta, e allora ci vogliono un secondo, un terzo, un quarto e un quinto e un …nesimo bigatour. 
Servono più bigatour per tutti, ed è necessario per noi partire di nuovo.
Sempre con le nostre bici da città senza cambio, legando ai pedali l’apologia della leggerezza.
Un nuovo bigatour è in preparazione.
Restate connessi.


 


 Sempre e per sempre tu 
ricordati 
dovunque sei, 
se mi cercherai 
Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai 
Ho visto gente andare, perdersi e tornare 
e perdersi ancora 
e tendere la mano a mani vuote 
E con le stesse scarpe camminare 
per diverse strade 
o con diverse scarpe 
su una strada sola




mercoledì 27 marzo 2013

"Narra la leggenda che qui abbia di fatto inizio il Bigatour."

In inverno un tale Gino ci scrisse.
Incuriosite lo incontrammo per prenderci un caffé alla Linea in una giornata di sole. Gli raccontammo del bigatour.

Si sa, i giornalisti sono un po' tutte delle prime donne -noi non da meno eh- e ,con il potere e la magia della loro penna, possono trasformarti dall'essere "veline che si vogliono fare conoscere in bicicletta"a "le donne avventura dei poveri precari".
Questa volta però le parole di Gino Cervi sono arrivate dritte al cuore. 

In queste giornate di pioggia, dove tutti abbiamo tanto bisogno di primavera, le sei ( S E I !!!) pagine dedicate al Bigatour sulla rivista Cycle Magazine ci hanno riempito il cuore di sole e di gioia.
Sfogliarlo, vederci, leggerci è stato emozionate. Lacrime a go go e una bella iniezione di karma positivo.
Vi lasciamo un piccolo estratto e qualche foto stupido-auto-celebrativa per il resto lo trovate in libreria insieme ad altre storie e racconti sulla bicicletta. Grazie Gino. Grazie Cycle. Grazie davvero

"Un tardo pomeriggio di una domenica di giugno, tornando in auto dal mare verso Bologna, per evitare il traffico congestionato dell’A14 e della SS9 quattro amiche si perdono per gli Stradelli Guelfi, mitica via di fuga che da San Lazzaro arriva fino a Cervia bordeggiando autostrada e via Emilia. 
Mentre l’ultimo sole colora di rosso la pianura e gli Appennini, le amiche si guardano intorno, e si domandano che cosa ci fanno inscatolate dentro l’auto. La risposta, a una sola voce, è: «Come sarebbe bello fare queste strade con le nostre bici!». Narra la leggenda che qui abbia di fatto inizio il Bigatour. Una svoltache ha fatto epoca, quasi quanto quella della Bolognina, ma per fortuna senza nemmeno versare una lacrima. Solo sorrisi.


Tutta colpa degli Stradelli Guelfi
Nel gergo bolognese la “biga” è la bici. Come in molte altre città emiliane, anche a Bologna – che, come tutti sanno, ha «il seno sul piano padano, e il culo sui colli» – la biga è da un secolo popolarissimo mezzo di trasporto. Pedalare a Bologna, nonostante si sia fatto molto per impedirlo, o quanto meno renderlo complicato, resta una tradizione ben radicata, che si trasmette di generazione in generazione.
Le nostre quattro amiche hanno bici normali, senza cambi, a volte anche meno che normali; insomma, spingono pedali e stringono manubri sostanzialmente buoni per gli spostamenti quotidiani: il lavoro, la scuola, la spesa... Mica per Grandi Tour. Ma non è questo a fermarle. Ormai hanno deciso, in quel fatidico pomeriggio: le vacanze estive saranno in bicicletta. Sì, ma perché limitarsi a una corsa al mare lungo gli Stradelli Guelfi? Le quattro amiche nel frattempo sono diventate sei."


... continua sulle pagine di CYCLE2!
...oppure quando ci vedete in giro fermateci che vi facciamo leggere tutto... noi ce lo abbiamo in borsa e ce ne vantiamo sfogliandolo nei momenti di tristezza ;)



domenica 20 gennaio 2013

PedalaBologna - il Bigatour su Cycle

Partite in estate all'insegna di un viaggio da dove non siamo ancora tornate...ci ritroviamo a scrivere su un sitoil Bigatour approda su Cycle.it con una sezione tutta a cura nostra su Bologna e le bici. 

PedalaBologna sìsìsì A voi il primo articolo, il secondo , il terzo e anche il quarto articolo

Continueremo a scrivere, qua e là, o meglio qui e lì.
E nostalgicamente ri-linkiamo il video del nostro magico Bigatour, che faccia sognare tutti e riscaldi il cuore in queste giornate d'inverno.





giovedì 3 gennaio 2013

reperti di biga

Sistemare la stanza fa trovare questi:



E allora gennaio inizia benissimo, inizia col mare d'inverno, la montagna piena di neve, dubbi amletici che spronano all'azione, e l'amore cosmico che invoglia a mettere il naso fuori.


"Ringraziamo la torta della Nora, terminata alle 17, il comitato partenza, e la vita , e la biga!...
Abbiamo imparato che: i neonati parlano inglese."


martedì 1 gennaio 2013

✮ 2013 ✮

Se ci avessero chiesto lo scorso anno cosa avremmo fatto nel 2012 mai avremmo pensato al bigatour. E invece... 11823 visualizzazioni di pagine nel 2012. GRAZIE


...E allora anche se abbiamo perso lavori, siamo state lasciate da fidanzati e prese in giro da uomini cattivi, se il precariato ci ha stremato, se la vita e Saturno ci hanno messo i bastoni tra le ruote...ognuna di noi ha trovato la forza per andare avanti a modo suo ma con la sicurezza di avere al fianco amiche, mogli, sorelle.

Ci auguriamo e auguriamo a tutti tanta leggerezzaaria in faccia, libertà, piccole e semplici cose, amicizia, amore e di avere sempre a destra il mare, a sinistra le montagne, dritto la meta. 

Mille bigatour a tutti per questo 2013
un augurio di pedalare sul lato felice della strada





domenica 23 dicembre 2012

perché non devono andare da nessuna parte


Quest'estate Giacomo è partito da bologna insieme a un gruppo di ragazzi e ha viaggiato in slovenia-ungheria-romania-bulgaria-serbia-montenegro-bari-italia in autostop e sacco a pelo. 
Approfittando di passaggi estemporanei, affidandosi al caso, fidandosi e lasciandosi trasportare dal come viene.
Abbiamo parlato di bigatour, incontri, tappe, viaggi, miraggi...

"La libertà di avere una casa nello zaino mi ha fatto pensare che se la lumaca e la tartaruga vanno così piano è perché non devono andare da nessuna parte, ma viaggiano per piacere. 
Non voglio produrre niente e non voglio consumare niente, voglio aggiustare, trasformare, riciclare...
Ho pensato che le vacanze come queste mettono in moto il karma: danno possibilità alle persone di aiutare qualcuno, di fare gesti positivi come dare passaggi o ospitare sconosciuti; e dà a chi viaggia la possibilità di avere fiducia negli altri, oltre a enormi debiti di karma: forse la buona azione ricevuta da un rumeno verrà compensata su di un francese di qui. Facciamo import-export."

Questo è quello che Giacomo scrive, e non posso far altro che pensare Sante Parole.
Fondiamo un'impresa che faccia import-export di karma.





lunedì 10 dicembre 2012

di bici e di neve.

Ma chi l'ha detto che in inverno la bici non si usa?

Il freddo pungente è davvero pungente, le mani si raffreddano anche coi guanti e il naso si screpola. Ma intanto le gambe si scaldano, l'aria fresca ti sveglia di più alla mattina e ogni volta che arrivi a destinazione è come arrivare in uno chalet di montagna dopo una lunga sciata.
...E allora forse anche il cuore si scalda?

Ma quanto bello sarebbe avere il tempo per prendere e passeggiare, con o senza bici, in queste prime nevi e con quest'aria così buona da mandar giù?


Noi continuiamo a scorrazzare per la città su due ruote...non sono cambiati i tempi di precarietà e le auto, quelle scatolette carine con il riscaldamento dentro, poco ci servono.

Bologna è appena stata sede di una polemica a causa di un'ordinanza del Comune: un bell'articolo diceva che i mezzi a due ruote con la neve non potevano girare e chi veniva sorpreso in giro veniva multato con 39 eurini di multa. Per fortuna, dopo una rivolta del mondo a due ruote e non solo, l'ordinanza è stata ritirata.

Ho pensato che prima di farmi la multa devono prendermi.
Ho pensato che avrei accettato la multa solo se a farmela fosse stato un vigile in bici.
Ho pensato che basta andar un po' più piano, mettere i giusti accessori e che in bici con la neve e il freddo ci si va.

Perché è bello avere il freddo pungente in faccia, è bello parlare e chiedere informazioni alle persone al volo, è bello incontrare gente per caso, è bello scaldarsi dentro, è bello vedere le foglie gialle e rosse che riprendono i colori dei palazzi di Bologna, è bello guardare gli altri ciclisti sotto l'acqua e scambiarsi uno sguardo di "massima stimaaaa", è bello rinchiudersi in un bar perché fa troppo freddo, è bello fermarsi sotto un portico perché diluvia, è bello perché è tutta vita che entra dentro.


Ho pensato anche a quanti viaggi vorrei fare a due ruote in inverno